Sette sorgenti di gioia

[5 Maggio]
Meditazione di John Piper

Sovrabbondo di gioia in ogni nostra tribolazione. (2 Corinzi 7:4)


La cosa più straordinaria di Paolo era quanto incredibilmente duratura fosse la sua gioia quando le cose non gli andavano bene.

Ma da dove proveniva la sua gioia?

Prima di tutto era un insegnamento di Gesù: “Beati voi, quando gli uomini vi odieranno… Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande in cielo” (Luca 6:22-23). Per Gesù, i problemi aumentano il nostro interesse nel paradiso – che durerà molto più a lungo rispetto alla terra.

Secondo, la gioia proviene dallo Spirito Santo, non dai nostri sforzi, dalla nostra immaginazione o dall’educazione familiare. “Il frutto dello Spirito invece è…gioia” (Galati 5:22). “Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo” (1 Tessalonicesi 1:6).

Terzo, essa proviene dall’appartenere al Regno di Dio. “Perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani 14:17).

Quarto, proviene dalla fede, ovvero dal credere in Dio. “Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede” (Romani 15:13). “Ho questa ferma fiducia: che rimarrò e starò con tutti voi per il vostro progresso e per la vostra gioia nella fede” (Filippesi 1:25).

Quinto, la gioia viene dal conoscere e riconoscere Gesù come Signore. “Rallegratevi sempre nel Signore” (Filippesi 4:4).

Sesto, proviene da altri credenti che ci aiutano a focalizzarci su queste fonti di gioia, piuttosto che su circostanze ingannevoli. “Noi… siamo collaboratori della vostra gioia, perché nella fede già state saldi” (2 Corinzi 1:24).

Settimo, ed ultimo, la gioia proviene dagli effetti delle tribolazioni, che ci santificano. “Non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza, esperienza, e l’esperienza, speranza” (Romani 5:3-4).

Se non siamo ancora come Paolo, lui ci chiama a diventarlo. “Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo” (1 Corinzi 11:1). E per la maggior parte di noi, questa è una chiamata ad una seria vita di preghiera. È una vita soprannaturale.